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Un fatto di tale gravità non accadrà più nello Stato Plurinazionale della Bolivia. I sindaci dei municipi del dipartimento autonomo di Pando, all'interno dell'Amazzonia boliviana, hanno deciso di espellere dalle loro giurisdizioni le varie ONG, fondazioni e aziende che operano in questo territorio usufruendo dei finanziamenti dell'Agenzia di Cooperazione degli Stati Uniti (USAID) dopo aver constatato che queste entità “sono quelle che generano conflitti interni al Paese, interferendo con il nostro processo storico di liberazione nazionale per seppellire la legittimità democratica del nostro Governo”, rivela una dichiarazione emessa dalle autorità municipali di questa regione amazzonica confinante con Brasile e Perù. Read more »
Il Presidente venezuelano Hugo Chávez ha annunciato la rottura delle relazioni con la Colombia, dopo aver negato energicamente le accuse colombiane di una presunta presenza di guerriglieri colombiani in Venezuela.
L’Ambasciatore colombiano nell’Organizzazione di Stati Americani (OEA), Alfonso Hoyos, ha affermato durante la riunione straordinaria dell’organismo, che la presenza in Venezuela di gruppi guerriglieri si è consolidata, è attiva ed in crescita. Il vicino paese, ha detto, si è convertito in un territorio di riunione di criminali internazionali nel quale pianificare attentati, trafficare droga ed armi e realizzare sequestri, riferisce il giornale El Tiempo.
Dopo aver smentito tali accuse, il Presidente bolivariano ha affermato che “non ci resta altro che rompere totalmente le relazioni diplomatiche con la sorella Repubblica di Colombia”. Read more »
Approvata la 'Ley de Marco de Autonomias'. La nuova Costituzione adesso è completamente in vigore.
Nuova vita per le istituzioni politiche boliviane. Per il Paese inizia una nuova era. La popolazione tutta, ricchi, poveri, indios, donne e uomini, torna al centro dell'attenzione politica. Dubbi dai movimenti d'opposizione che temono di perdere autonomia. Soprattutto economica. Read more »
Nei giorni scorsi Bersani ha paventato il rischio che dopo Berlusconi "venga un Chàvez", e "non ci sarà più libertà per nessuno". In questa lettera aperta al segretario del Pd gli Amig@s Mst Italia (amici del Movimento senza terra del Brasile) spiegano a Bersani che se dopo Berlusconi in Italia venisse "un Chàvez", si aprirebbe una stagione di grandi riforme popolari. Basta informarsi un po' meglio. Read more »
di Gianni Minà - www.giannimina-latinoamerica.it
Il riscatto in atto in molti paesi dell'America latina dove le popolazioni hanno eletto governi progressisti, preoccupa -non tanto a sorpresa- quello che viene definito l'occidente democratico, il nord del mondo, la proba Europa. Adesso che è finita l'epoca del Plan Cóndor, nato ai tempi di Nixon e Kissinger per sterminare tutte le opposizioni del continente a sud del Texas, e ora che l'America latina si sta scrollando di dosso il suo ruolo di “cortile di casa” degli Stati uniti, c'è un chiaro tentativo di usare scorrettamente l'informazione per irridere o esecrare quei capi di stato che stanno facendo scelte non convenienti alle economie del nord del mondo e alle multinazionali, fino a ieri abituate a usare le risorse di molti paesi come gli pareva. Quello che da più fastidio non sono tanto le costituzioni di nazioni come l'Ecuador di Correa e la Bolivia di Evo Morales, dove la natura ha un nuovo rispetto e una nuova dignità, come un vero essere umano, ma organismi che stanno nascendo, o che stanno acquistando un peso più preciso, come l’Alba [Alternativa bolivariana per i popoli dell’America], il MercoSur, il Banco del Sur, TeleSur o Unasur [che prende il posto dell'Organizzazione degli stati americani ] e che preannunciano una comunità economica latinoamericana, sullo stile di quella europea, non certo gradita ai vecchi poteri del mondo post-industriale. Read more »
Da Gennarocarotenuto.it
Il presidente boliviano Evo Morales, il “narcoindio fuori di testa”, per dirla alla Oscar Giannino, l’avrebbe fatta grossa. Nel suo ruralismo fondamentalista avrebbe affermato, in sede della “Conferenza Mondiale dei popoli sul cambiamento climatico” tenutasi a Cochabamba, che l’omosessualità e la calvizie dipendono dai polli transgenici. Apriti cielo, destra e sinistra unite nella lotta contro il troglodita boliviano e le associazioni gay che d’un lampo dimenticano il cardinal Bertone per scagliarsi contro il presidente boliviano. Ma sarà andata proprio così? Cronaca dell’ultimo caso di diffamazione a mezzo stampa di un leader del sud del mondo calunniato sistematicamente dai media del nord. Read more »

Risulta ormai evidente che il devastante terremoto di Haiti è divenuto il pretesto dell’ennesima invasione militare statunitense. Di fronte a questa plateale operazione militare, ordinata da Sant’Obama con i soliti collaudati pretesti umanitari, qualcuno si è spinto addirittura ad ipotizzare che lo stesso sisma sia stato l’effetto di super-armi segrete di cui gli USA sarebbero in possesso. Ma se in tal modo ci si spinge nel campo della pura speculazione fantascientifica, laddove invece c’è poco da immaginare, ma solo da constatare, è a proposito del ruolo che ancora una volta stanno svolgendo i media di tutto il mondo, impegnati a fornire giustificazioni alla presenza militare a stelle e strisce. Read more »

da Granma Int.
“Oggi la Bolivia ha dimostrato di nuovo la sua vocazione democratica e che è possibile cambiare”, ha dichiarato il presidente rieletto Evo Morales, del Movimento al Socialismo- MAS- che è stato ratificato nell’incarico con un’ approvazione popolare della sua gestione espressa con più del 63% dei voti.
Nel suo discorso davanti al Palazzo del Governo in Plaza Murillo, davanti a migliaia di emozionati simpatizzanti, Morales ha dichiarato che il trionfo dei boliviani costituisce fondamentalmente un riconoscimento ai governi ed ai popoli anti-imperialisti ed ha ringraziato per questa opportunità di continuare a lavorare per l’uguaglianza e l’unità in Bolivia.
Il presidente, che sarà investito ufficialmente per il periodo 2010-2015 il prossimo 22 gennaio, ha espresso l’impegno di accelerare il processo di cambi sociali che si sta sviluppando in tutta la nazione, assieme al suo vice presidente, Álvaro García Linera, e alla guida d’una possibile maggioranza nel Senato con 25 senatori su 36, come indicano i sondaggi al termine delle votazioni.
L’elezione ha visto una partecipazione di massa della popolazione e l’incredibile totale di 140.000 voti dall’estero, costituendo così il primo processo elettorale nella cornice della nuova Costituzione, fomentata da Evo, che dichiara la Bolivia uno Stato multinazionale.
Morales ha chiamato i suoi oppositori: “A lavorare insieme per la Bolivia in un governo che sorge dal popolo ed è per il popolo”, ha precisato.

da : www.gennarocarotenuto.it
Pepe Mujica, l’ex guerrigliero Tupamaro, per 13 anni prigioniero della dittatura fondomonetarista, per nove anni rinchiuso in un pozzo e torturato continuamente, è il nuovo presidente della Repubblica in Uruguay. Ha ottenuto il 51,9% dei voti, superando il 50.4% con il quale Tabaré Vázquez era stato eletto cinque anni fa. Il suo rivale, Luís Alberto “Cuqui” Lacalle, del Partito Nazionale, si è fermato al 42.9% dei voti. Read more »

EVA GOLINGER www.granma.cu
Un documento ufficiale del Dipartimento della Forza Aerea del Diapartimento di Difesa degli Sati Uniti, rivela che la base militare di Palanquero, Colombia, “garantisce la possibilità di condurre operazioni di ampio raggio in tutta l’America del sud”. Questa affermazione contraddice quanto detto dal presidente Álvaro Uribe e dal Dipartimento di Stato Americano sull’accordo militare firmato lo scorso 30 Ottobre fra Washington e Colombia. Read more »