Nella mattina del 3 agosto, l’Eroe della Repubblica di Cuba, Gerardo Hernández Nordelo, ha parlato telefonicamente con sua moglie, Adriana Pérez O’Connor e l’ha informata che nel pomeriggio del 2 agosto lo avevano trasferito dalla cella di castigo dove lo avevano rinchiuso dallo scorso 21 luglio all’area abituale in cui sconta la sua ingiusta condanna.
Il Dipartimento di Stato, nel pomeriggio di lunedì, aveva informato le autorità cubane del trasferimento.
Adriana, nella conversazione, lo ha incontrato con un buono stato d’animo e un morale molto forte.
A nome del popolo cubano ringraziamo per tutte le espressioni d’appoggio e per la solidarietà mostrate da differenti organizzazioni e da persone di buona volontà che hanno reclamato la fine di questo crudele ed inumano trattamento. Continueremo nella lotta sino a che si farà giustizia e i Cinque Eroi ritorneranno nella loro Patria.
(Traduzione Granma Int.)
È stato di nuovo incarcerato nel buco, nonostante i suoi accertati problemi fisici . Oltre tre mesi senza assistenza medica.
Lino Lubén Pérez
Ricardo Alarcón, Presidente dell’Assemblea Nazionale del Potere Popolare ha denunciato l’ennesimo isolamento al quale è stato sottoposto Gerardo Hernández Nordelo, uno dei cinque antiterroristi cubani ingiustamente detenuti negli Stati Uniti.
Hernández Nordelo è di nuovo nel buco dal 21 luglio e sono stati inutili i tentativi di Cuba di contattare le autorità della prigione ed il Dipartimento di Stato cercando di chiarire la situazione, ha avvertito Alarcón nelle dichiarazioni rese alla stampa nel Palazzo delle Convenzioni dell’Avana. Read more »
Lo hanno ucciso nel pieno della sua gioventù: il suo assassino ha ricevuto un compenso di 1500 dollari per aver messo quella bomba ed il mandante del delitto vive libero a Miami, protetto dal governo degli Stati Uniti, lo stesso che parla di democrazia e sventola la bandiera della lotta al terrorismo, ma è complice dei terroristi e mantiene reclusi Cinque patrioti che evitarono altre morti, come quella di Fabio, in Cuba. (Granma int.)

Questo pomeriggio una ventina di militanti solidali con la Rivoluzione cubana ha occupato simbolicamente uno showroom della Atermide, sito in via Margutta 107 (Roma). Da diverse settimane la Artemide riempie pagine e pagine di giornali con una campagna pubblicitaria, The Human Light, che ha adottato come testimonial principale Yoani Sanchez, la dissidente cubana che si finge perseguitata politica ma che gestiste tranquillamente un blog controrivoluzionario senza che nessuno le abbia mai torto un capello. Read more »
Lo scorso ottobre, la sentenza di Antonio è stata ridotta da ergastolo più 10 anni a 21 anni e 10 mesi. Come risultato della riduzione e grazie anche alla sua condotta esemplare durante questi 11 lunghi anni di prigionia, Antonio è stato spostato dalla prigione di massima sicurezza a una di sicurezza media FCI Florence (Colorado). Questo è il nuovo indirizzo :
Antonio Guerrero
#58741-004
FCI Florence
P.O. Box 6000
Florence, CO 81226
Anche se questa è sicuramente una buona notizia per Antonio, la battaglia per la liberazione de "Los Cinco" continua e deve continuare con sempre maggior forza.

Cari fratelli e sorelle di Cuba e del mondo,
abbiamo già passato più di 11 anni in carcere senza che, in nessuna istanza del sistema giudiziale statunitense, si sia fatta giustizia.
Tre di noi sono stati portati a Miami per essere re-sentenziati, obbedendo a un ordine dell’undicesimo Circuito della Corte di Appello di Atlanta, che è arrivata alla conclusione che le nostre sentenze erano state emesse erroneamente.
Nostro fratello Gerardo Hernández, che ha a suo carico due ergastoli più 15 anni di prigione, è stato arbitrariamente escluso da questo processo di revisione. La sua situazione continua ad essere la principale ingiustizia del nostro caso. Il governo degli Stati Uniti sa bene che le accuse sono false e che la condanna è ingiusta.
Questo è stato un processo molto complesso, discusso in tutti i dettagli, a cui abbiamo partecipato insieme ai nostri avvocati. Non abbiamo mai fatto un passo indietro nei nostri principi, decoro e onore e abbiamo sempre difeso la nostra innocenza e la dignità della nostra Patria.
Come successe al momento del nostro arresto e in altre occasioni durante tutti questi anni, abbiamo ricevuto una proposta di collaborazione da parte del governo degli Stati Uniti, in cambio di sentenze più benevole. Una volta ancora rifiutiamo queste proposte, non le accetteremmo in nessuna circostanza.
Il risultato di queste udienze di re-sentenza è frutto del lavoro dello staff legale e l’indiscutibile solidarietà di tutti voi.
Il fatto significativo è che il governo degli Stati Uniti, per la prima volta in 11 anni, si è visto obbligato a riconoscere che non abbiamo causato nessun danno alla sicurezza nazionale.
Per la prima volta è stato riconosciuto pubblicamente l’esistenza di un forte movimento internazionale in appoggio alla nostra immediata liberazione che mina l’immagine del sistema giudiziale Statunitense davanti alla comunità internazionale.
Si conferma una volta ancora il carattere politico di questo processo.
Ci castigano con accuse che non sono mai state provate. Anche se 3 sentenze sono state parzialmente ridotte, questa continua ad essere un’ingiustizia.
I terroristi cubano-americani continuano a godere della totale impunità.
Lo ribadiamo : SIAMO INNOCENTI !
Ci sentiamo profondamente commossi e riconoscenti per la permanente solidarietà che ci offrite, tanto importante in questa lunga battaglia per la giustizia.
Insieme a tutti voi continueremo fino alla vittoria finale, che sarà conquistata solo con il ritorno in patria dei Cinque.
Antonio Guerrero, Ramón Labañino, Fernando González
Miami, 8 de diciembre de 2009
APPELLO AI PARLAMENTI E AI POPOLI DEL MONDO
Gerardo Hernández Nordelo, Ramón Labañino Salazar, Antonio Guerrero Rodríguez, Fernando González Llort e René González Sehwerert compiranno tra poco 11 anni di ingiusto carcere.
Dopo un tortuoso e arbitrario processo, lo scorso 15 Giugno la Corte Suprema di Giustizia degli Stati Uniti d’America ha deciso di ignorare il clamore universale senza precedenti, con cui si chiedeva la revisione del caso. Read more »
Crediamo che la risposta all’ennesima ingiustizia perpetrata dal sistema giuridico della sedicente “più grande democrazia del mondo” (sic) nei confronti di 5 uomini – “rei” di essersi opposti ai piani terroristici contro il loro paese – debba esprimersi, oggi più che mai, attraverso qualsiasi forma di protesta, pressione e mobilitazione immaginabile. Gli scrittori e gli artisti cubani hanno (ri)cominciato con la lettera aperta ai loro colleghi nordamericani, che pubblichiamo di seguito (da Granma Internacional).
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Il 15 di Giugno, la Corte Suprema degli Stati Uniti ha rifiutato di rivedere il caso dei Cinque combattenti antiterroristi cubani, ingiustamente reclusi in questo paese. Si è sommato cosi un nuovo capitolo alla lunga catena di arbitrarietà che per più di dieci anni ha privato della libertà Gerardo Hernández, René González, Ramón Labañino, Antonio Guerrero e Fernando González. Read more »
Riceviamo e volentieri pubblichiamo.
di Raul Mordenti*
Quest’anno non è come gli altri anni!
Il nostro incontro periodico di solidarietà, di amicizia, di lotta antimperialista si svolge in un momento storico particolare: il capitalismo ha svelato i suoi limiti interni insuperabili, la crisi inevitabile (e prevista dai marxisti) del capitale finanziario ha travolto l’economia di tutto il mondo. Read more »