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		<title>Cuba nel &#8220;Día Internacional de la Alfabetización”</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Sep 2010 15:52:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nando</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[alfabetizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[yo si puedo]]></category>

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		<description><![CDATA[
&#160;
Da : Telesurtv.net
Questo Mercoled&#236; 8 settembre, la comunit&#224; internazionale celebra il &#8220;D&#237;a Internacional de la Alfabetizaci&#243;n&#8221; con l&#39;obiettivo di ridurre il divario di persone che non sanno n&#233; leggere n&#233; scrivere, il cui numero nel mondo ammonta a pi&#249; di 800 mila.
	Secondo i dati dell&#39;Organizzazione delle Nazioni Unite per l&#39;educazione, la Scienza e la Cultura [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.cdr-roma.org/?attachment_id=2208" rel="attachment wp-att-2208"><img alt="" class="aligncenter size-medium wp-image-2208" height="290" src="http://www.cdr-roma.org/wp-content/uploads/2010/09/8sep-300x290.jpg" title="Día Internacional de la Alfabetización" width="300" /></a></p>
<p style="text-align: center;">&nbsp;</p>
<p>Da : Telesurtv.net</p>
<p>Questo Mercoled&igrave; 8 settembre, la comunit&agrave; internazionale celebra il &ldquo;D&iacute;a Internacional de la Alfabetizaci&oacute;n&rdquo; con l&#39;obiettivo di ridurre il divario di persone che non sanno n&eacute; leggere n&eacute; scrivere, il cui numero nel mondo ammonta a pi&ugrave; di 800 mila.</p>
<p>	Secondo i dati dell&#39;Organizzazione delle Nazioni Unite per l&#39;educazione, la Scienza e la Cultura (Unesco), ci sono 796 milioni di persone analfabete nel mondo, di cui 67 milioni 400 000 sono bambini.<span id="more-2207"></span></p>
<p>	Per quest&#39;anno, nel contesto del calendario tematico del Decennio delle Nazioni Unite di Alfabetizzazione (2003-2012), l&#39;UNESCO ha scelto il tema dell&rsquo;alfabetizzazione e l&#39;autonomia delle donne, visto che circa due terzi del totale delle persone analfabete nel mondo sono donne.</p>
<p>	Nel suo messaggio per la celebrazione della Giornata Internazionale, il Segretario Generale dell&#39;Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU), Ban Ki-moon ha sottolineato che l&#39;alfabetizzazione &quot;trasforma la vita delle donne e delle loro famiglie, le comunit&agrave; e la societ&agrave; &quot;, giacch&egrave; &quot; le donne alfabetizzate sono pi&ugrave; propense a mandare i figli a scuola, specialmente le loro figlie &quot;.</p>
<p>	&quot;L&#39;alfabetizzazione conferisce loro una maggiore autonomia economica e a partecipare pi&ugrave; attivamente alla vita sociale, politica e culturale del loro paese. E&rsquo; provato che l&#39;investimento nell&rsquo;alfabetizzazione delle donne genera grandi dividendi in termini di sviluppo&quot;, ha aggiunto il funzionario .</p>
<p>	Da parte sua, il direttore generale dell&#39;Unesco, Irina Bokova, ha sottolineato che investire in questo settore per le donne &quot;offre molti vantaggi: condizioni di vita migliore, una migliore salute e favorisce l&#39;accesso delle ragazze a educazione &quot;.</p>
<p>	In una recente relazione sull&#39;attuazione della Dichiarazione del Millennio, Ban Ki Moon ha sottolineato che molte regioni del Nord Africa, America Latina e Caraibi, Asia Centrale, Asia Orientale e Oceania sono sulla buona strada per raggiungere l&#39;obiettivo entro il 2015.</p>
<p>	I progressi in America Latina</p>
<p>	In America Latina, paesi come la Bolivia, Nicaragua e Venezuela, che negli ultimi dieci anni hanno registrato tassi di analfabetismo superiori a quelli definiti dalle Nazioni Unite negli Obiettivi di sviluppo del millennio, di recente sono state capaci di ridurre significativamente le percentuali di questo indicatore di sviluppo umano .</p>
<p>	Venezuela, con la collaborazione di Cuba e tramite il programma di alfabetizzazione Missione Robinson, il 28 Ottobre del 2005 &egrave; stato dichiarato Territorio libero dall&rsquo;analfabetismo dall&#39;UNESCO.</p>
<p>	In questa nazione sudamericana, sono state alfabetizzate 482.543 persone in due anni. La percentuale di persone che non sanno leggere n&eacute; scrivere &egrave; scesa allo 0,10 per cento.</p>
<p>	Nel 2008, la Bolivia &egrave; stata la seconda nazione della regione a liberarsi dalla piaga dell&rsquo;analfabetismo per dichiarazione dell&#39;UNESCO, grazie ad un programma di alfabetizzazione che &egrave; stato applicato nel paese sudamericano con la collaborazione di Cuba e Venezuela.</p>
<p>	Secondo i dati ufficiali, circa 819.417 persone, il 99,5 per cento degli anlafbeti nel paese, ha imparato a leggere e scrivere e, di conseguenza il tasso di alfabetizzazione in Bolivia &egrave; salito a poco pi&ugrave; del 96 per cento della popolazione.</p>
<p>	Pi&ugrave; recentemente, nel 2009, la commissione di verifica Nicaraguense, insieme all&#39;Unesco, ha annunciato che la nazione centroamericana &egrave; libera dall&rsquo;analfabetismo, avendo ridotto la percentuale di anlafabeti dal 19 per cento al 4,73 per cento.</p>
<p>	In questo settore, Cuba ha dato una lezione al mondo intero, quando all&#39;inizio del 1961 nella nazione caraibica cominci&ograve; una campagna nazionale, che alla fine dell&rsquo;anno era riuscita a ridurre il tasso del 20 % di analfabestismo a poco meno del 4%.</p>
<p>	Uno studio UNESCO sulle campagne di alfabetizzazione in otto diverse nazioni, condotto nel 1984, afferma che la campagna lanciato a Cuba nel 1961 &egrave; stata la pi&ugrave; rapida e la pi&ugrave; intensa fra tutte.</p>
<p>	&nbsp;</p>
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		<title>LO STRANO CASO DI BENJAMIN CASTRO&#8230;</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Sep 2010 20:45:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leonardo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cuba hoy / Revolucion]]></category>

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		<description><![CDATA[
Gira per l&#8217;isola, incontra gli studenti, fa comizi a destra e a manca&#8230; ma soprattutto sta facendo mangiare il fegato a tutti quei corvacci del malaugurio che da 20 anni continuano a sbagliare i pronostici sull&#8217;imminente caduta del socialismo a Cuba. E&#8217; lo strano caso di Benjamin Castro che pi&#249; passa il tempo e pi&#249; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><img alt="" class="alignnone size-full wp-image-2202" height="484" src="http://www.cdr-roma.org/wp-content/uploads/2010/09/benjamin-castro2.jpg" style="width: 475px; height: 476px" title="benjamin-castro" width="500" /></p>
<p style="text-align: center"><span style="font-family: lucida sans unicode, lucida grande, sans-serif">Gira per l&rsquo;isola, incontra gli studenti, fa comizi a destra e a manca&hellip; ma soprattutto sta facendo mangiare il fegato a tutti quei corvacci del malaugurio che da 20 anni continuano a sbagliare i pronostici sull&rsquo;imminente caduta del socialismo a Cuba. E&rsquo; lo strano caso di Benjamin Castro che pi&ugrave; passa il tempo e pi&ugrave; sembra ringiovanire. </span></p>
<p style="text-align: center"><span style="font-family: lucida sans unicode, lucida grande, sans-serif">Fidel, seguro, al yanqui dale duro!</span></p>
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		<title>Gran sagra della (dis) informazione su Cuba e l’America Latina di stampa e tv italiane</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Sep 2010 15:51:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nando</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[corriere della sera]]></category>
		<category><![CDATA[Giuliano Montaldo]]></category>
		<category><![CDATA[rai]]></category>
		<category><![CDATA[sergio romano]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160;

Marzio Castagnedi&#160; per Radio Citt&#224; Aperta
Gran messe quest&#39;estate, ma anche nelle altre stagioni, sulla cosiddetta &#34;grande&#34; stampa italiana e sulle maggiori reti tv, in quanto a errori, inesattezze, imprecisioni anche cubitali, isomma una bella serie di &#34;castronerie&#34; (dal vocabolario italiano:cose stolide, superficiali, sbagliate, alla &#34;carlona&#34;). Me ne scuseranno, forse, alcuni lettori, ma chi scrive &#232; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center"><a href="http://www.cdr-roma.org/?attachment_id=2187" rel="attachment wp-att-2187"><img alt="" class="aligncenter size-medium wp-image-2187" height="226" src="http://www.cdr-roma.org/wp-content/uploads/2010/09/rai-300x226.jpg" style="width: 518px; height: 337px" title="rai" width="300" /></a></p>
<p><strong>Marzio Castagnedi&nbsp; per Radio Citt&agrave; Aperta</strong></p>
<p>Gran messe quest&#39;estate, ma anche nelle altre stagioni, sulla cosiddetta &quot;grande&quot; stampa italiana e sulle maggiori reti tv, in quanto a errori, inesattezze, imprecisioni anche cubitali, isomma una bella serie di &quot;castronerie&quot; (dal vocabolario italiano:cose stolide, superficiali, sbagliate, alla &quot;carlona&quot;). Me ne scuseranno, forse, alcuni lettori, ma chi scrive &egrave; convinto che anche da errori magari apparentemente marginali, ne deriva che chi li commette, e di continuo, nell&#39;informazione, dimostra pure di non conoscere nemmeno le cose piu importanti e fondamentali su certi argomenti. Ecco dunque i nostri temi: Cuba e America Latina.<span id="more-2188"></span><br />
	Cominciamo col grande CORRIERE DELLA SERA dove,a met&agrave; luglio, il grande prof. e gi&agrave; ambasciatore nonch&egrave; alto giornalista Sergio Romano, sceglie, per la risposta ampia sulla rubricona di Lettere al Corriere, la lettera di uno studente che deve fare una ricerca su &quot;eroi e avventurieri&quot; e gli chiede del Che Guevara. Risponde il professore e gli racconta quella storia del Che che &egrave; ben conosciuta. Solo che, a fine&nbsp; risposta, Sergio Romano scrive che alla fine del 1966, Che Guevara con 23 suoi uomini decide di lasciare Cuba e di tentare di portare la sua rivoluzione nel continente sudamericano, e si dirige clandestinamente in&#8230;&quot;Colombia&rdquo;. S&igrave;, avete letto bene; su quella pagina del Corriere c&#39;era scritto proprio Colombia e non Bolivia! Ci sono molti film sul Che, anche recenti (lo scorso anno &quot;Che: guerriglia&quot; di Steven Soderberg, protagonista Benicio del Toro, palma d&#39;oro a Cannes 2008), tanti giornali, riviste, libri, inserti speciali, documentari tv, video, dvd hanno parlato per decenni di Che Guevara, e qindi non sono poi pochi coloro che sanno che il Che fece le sua ultima battaglia in Bolivia dove venne assasinato nell&#39;ottobre del 1967. Ma come si fa a scrivere invece &quot;Colombia&quot;?<br />
	Ora non sappiamo se poi l&#39;errore &egrave; stato corretto sul grande giornale, per&ograve; si ammetter&agrave; che la topica fu grossa. Ma anche il titolo della letterona era sballato. Il Che era dato come avventuriero dalle imprese impossibili. E invece, alla lunga, oggi, a La Higuera, il paesino dove fu ucciso in Bolivia, c&#39;&egrave; una sua grande statua, un museo molto visitato e ci sono anche i medici cubani che hanno portato la sanit&agrave; in uno dei piu poveri paesi dell&#39;America latina ora in ripresa sotto il governo dal 2005 di Evio Morales. Un picolo box di scuse ai lettori lo ha pubblicato piu di recente Il Corriere dato che domenica 15 agosto aveva posto sopra la dicitura &quot;nella foto:Augusto Pinochet&quot;, sapete la foto di chi? Di Salvador Allende! Proprio il legittimo presidente del Cile abbattuto e morto proprio dal golpe fascista di Pinochet dell&#39;11 settembre 1973! Va bene sbagliare una foto con un&#39;altra, ma invertire proprio quella dell&#39;assassino con la sua vittima! E poi la foto in redazione si chiede all&#39;archivio, la si cerca, la si guarda&#8230;e nessuno si &egrave; accorto, al grande Corriere, che mettevano il volto di Allende al posto di quello di Pinochet. Non pu&ograve; essere solo una semplice svista, forse non sanno proprio le cose o certe cose. E ci hanno messo 3 giorni ad accorgesene (o forse qualcuno li avr&agrave; avvertiti da fuori). Comunque sono poi apparse due righette &quot;ci scusiamo coi lettori&quot;.<br />
	Alla Tv non va certo meglio, anzi. E parliamo del TgTre della notte di martedi 27 luglio. Non facciamo altri nomi, diciamo il redattore di turno di quella sera. Gi&agrave; perch&egrave; alla Rai le notizie o certe notizie un po speciali e non tanto note (anche se storiche), non le tratta lo specialista di quel tema o duella parte di mondo, ma semplicemente il cronista&#8230;&quot;di turno&quot;. Non di conoscenza ma di turno. Ed &egrave; cosi che viene data la notizia, con video, in tutto un minuto sulla festa nazionale cubana del 26 luglio. Il nostro fa miracoli nel tempo e nello spazio: 1) sposta un edificio grande e grosso come una caserma (dopo la rivoluzione divenuto centro scolastico) di 500 kilometri.E&#39; la caserma Moncada di Santiago de Cuba? E lui la sposta nella citt&agrave; di Santa Clara. Le immagini sono quelle di una grande piazza all&#39;aperto tutta circondata di alte palme e con in mezzo una grande statua di Che Guevara? E lui chiama questa immagine la caserma Moncada (e aggiunge a Santa Clara). Poi dice che ogni anno, ma proprio tutti gli anni, la celebrazione della festa del 26 luglio si tiene sempre nella Moncada di Santa Clara (altro errore, perch&egrave; ogni anno &egrave; una citt&agrave; diversa a organizzare il 26, &egrave; la citt&agrave; e provincia che raggiunge meglio gli obiettivi del piano economico e sociale). Ma il &quot;cronista di turno&quot; prosegue la sua serie da 110 ostacoli che neanche Dayron Robles, il campione olimpico e mondiale cubano. Dice che Fidel Castro, tornato da poco in pubblico alla manifestazione non era presente, ma si trovava in un&#39;altra piazza (&egrave; la Plaza de la revolucion dell&#39;Avana ma il telegiornalista non la nomina e cio&egrave; non la riconosce) e dice la voce: &quot;Fidel rendeva onore all&#39;eroe nazionale&quot;. Eroe nazionale? S&igrave; ma a quale. A Cuba gli eroi nazionali sono almeno una ventina dalle guerre di indipendenza dal 1868 in poi! Il cronista non dice il nome (chiss&agrave; forse non lo sa), non sa che quella piazza dell&#39;Avana &egrave; dedicata a Jos&egrave; Mart&igrave;, che &egrave; s&igrave; un eroe nazionale cubano, ma anche il padre della patria, &quot;il maestro&quot;, &quot;l&#39;apostolo&quot; della storia cubana. Mica lo chiediamo a un ignaro passante, lo chiediamo se sa le cose a un giornalista della tv pubblica italiana.Sono talmente disastrati nella stampa e tv italiana su Cuba che agli errori si succedeono gli errori. Per esempio per il &quot;ritorno di Fidel Castro&quot;, tutti, ma proprio tutti, giornali e tv hanno condito le notizie dellla riapparizione in pubblico di Fidel in varie occasioni da luglio in poi a 4 anni dalla grave malattia, lanciando l&#39;immagine di un &quot;Fidel che indossa nuovamente la storica uniforme militare verde-olivo&quot;. Errore, e grossolano che &egrave; piu di un dettaglio perch&egrave; riconferma la superficiale conoscenza e frettolosa attenzione alle cose cubane e ai dettagli. Nelle recenti foto e immagini tv l&#39;ex presidente cubano porta semplicemente un ampia camicia con tasche e di colore verdone scuro che solo lontanamente pu&ograve; ricordare la sua uniforme storica. In primis il colore: il verde-olivo&nbsp; classico &egrave; un colore anche brillante alla luce del giorno o ai flash e non &egrave; quel verdone-scuro opaco delle foto. Secondo: la camicia vista di recente non ha le spalline e quindi non porta i due piccoli rametti d&#39;alloro dorati e i due piccoli triangolini rossi e bl&ugrave; di sempre. Terzo: Fidel non ha mai portato la sua camicia larga sopra i calzoni. Quarto: prima non &egrave; mai apparso solo con una camicia, bens&igrave; con una camicia-giacca lunga fino a met&agrave; coscia e con cintura in vita in tinta. S&igrave;, &egrave; proprio cos&igrave;. Da almeno 25 anni, Fidel, sopra una prima camicia, ne ha sempre indossata una seconda a mo&rsquo; di giacca e non un camicione svolazzante come nelle recenti foto del luglio 2010.<br />
	Personalmente l&#39;ho visto in varie manifestazioni anche molto da vicino come alla Fiera del libro de L&#39;Avana, ho potuto osservare in foto, video e alla tv cubana com&#39;&egrave; davvero &quot;la storica uniforme verde-olivo&quot; .E poich&egrave; il tessuto &egrave; di quelli robusti tipo-jeans a volte mi son chiesto come facesse Castro a portare quella doppia camicia nella torrida estate cubana. Per di piu penso che Fidel non abbia oggi ri-indossato la sua uniforme classica e storica perch&eacute; non vuole farlo in quanto non ha piu ufficialmente le attribuzioni per indossarla. Ha lasciato le sue cariche (esclusa quella di primo segretario del partito) e ha detto recentemente :&quot; io sono un normale deputato al parlamento ed esprimo le mie idee come tutti&quot;. Oltre che i particolari i giornali italiani sbagliano anche nella sostanza dei titoli a grossi caratteri. Infatti scrivono: &quot;Aria di resa di conti a Cuba&quot;, &quot;Il vecchio regime contro il nuovo&quot;, &quot;Fidel lancia la sfida al fratello Ra&ugrave;l&quot;. ecc.ecc. Siamo alle solite, non concoscono Cuba e i suoi sensi profondi, non ci sono mai stati, non hanno mai viaggiato laggi&ugrave;, non riconoscono le vere atmosfere, non sanno leggere nei controluce. E applicano la logica nostrana e i titoli aggressivi e prepotenti tipici della nostra tempestosa, litigiosa e livida politica italiana.<br />
	Fidel non si metter&agrave; mai contro Ra&ugrave;l in una &quot;resa dei conti&quot;. Ra&ugrave;l sta con Fidel da quando &egrave; nato, 5 anni dopo di lui. Lo ha seguito sempre sin dall&#39;attacco alla Moncada del &#39;53, poi in carcere, in esilio, nel ritorno dal Messico a Cuba nel 56 e nei due anni di guerriglia sulla Sierra. E poi per altri 50 anni. Ra&ugrave;l ha sempre riconosciuto pubblicamente che l&#39;unico e vero capo della rivoluzione cubana &egrave; stato Fidel. Ora che il&nbsp; presidente ufficiale &egrave; Ra&ugrave;l, i due fratelli, potranno discutere, confrontarsi, esprimersi, me sempre in maniera fraterna. Ogni decisione sul futuro di Cuba uscir&agrave; da una discussione e a maggiornaza.<br />
	Come sempre si &egrave; fatto nelle riunioni del Consiglio di Stato. Discussioni anche lunghe, poi votazione e decisione alla maggioranza. Cos&igrave; funzionano le cose a Cuba. Perch&egrave; i nostri super-giornalisti non leggono quello che scrive Fidel da 3 anni su Cubadebate.cu? Imparerebbero molte cose. Qui chiudiamo. In un prossimo pezzo potremmo occuparci, per esempio, degli speciali Tg Uno dedicati a Cuba nel giro di 70 giorni. Ben due e fortunatamente uno dei programmi era costituito da uno splendido documentario di un grande registia italiano quale &egrave; Giuliano Montaldo. Una bella differenza coi filmati dei &quot;cronisti corsari&quot; e dei giornalisti d&#39;assalto. Montaldo ha titolato la sua opera &quot;L&#39;oro di Cuba&quot;, cio&egrave; l&#39;amore grande dei cubani per la loro terra e la loro patria e la loro indipendenza. Anche queste, cose non capite e poco considerate dall&#39;informazione italiana normale, comune, superficiale e sensazionalistica sulla Mayor de las Antillas.</p>
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		<title>In memoria di Benny Moré</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Aug 2010 15:14:53 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#160;

Daniel Palacios
Non ricordo esattamente come n&#233; quando mi arrivarono i primi accordi della tua empirica maestosit&#224; musicale. Ma, ancora balbuziente, canticchiare parole poco conosciute era un impulso dettato dall&#8217;indelebile cubanit&#224; che emanavi:&#8230;cara Santa Isabel de las Lajas.
	Allora conobbi la storia di Al&#237; Bar, tanto strano come familiare possessore di un magnetismo, a volte esoterico per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.cdr-roma.org/?attachment_id=2182" rel="attachment wp-att-2182"><img alt="" class="aligncenter size-medium wp-image-2182" height="225" src="http://www.cdr-roma.org/wp-content/uploads/2010/08/BennyMore-300x225.jpg" title="Benny Morè" width="300" /></a></p>
<p><span style="font-family: Georgia; font-weight: 700; text-transform: uppercase;"><font color="#006f93" size="1">Daniel Palacios</font></span></p>
<p>Non ricordo esattamente come n&eacute; quando mi arrivarono i primi accordi della tua empirica maestosit&agrave; musicale. Ma, ancora balbuziente, canticchiare parole poco conosciute era un impulso dettato dall&rsquo;indelebile cubanit&agrave; che emanavi:&hellip;cara Santa Isabel de las Lajas.</p>
<p>	Allora conobbi la storia di Al&iacute; Bar, tanto strano come familiare possessore di un magnetismo, a volte esoterico per la magica impronta del tuo talento in grado di far esplodere la tua cubanit&agrave;, e di come lo convertisti in uno dei pi&ugrave; prestigiosi dell&rsquo;Isola. Allora ti sentii pi&ugrave; vicino di questa Cuba che ogni giorno orchestri&hellip;Castellano, come balla bene lei&hellip;</p>
<p>	Con te ognuno di noi &ndash; quelli che ti conobbero e che ti ereditarono &ndash; apprendemmo ad essere devoti alla nostra musica, e a Cuba. Il tuo solo nome muoveva e muove cuori, vite e speranza nel lungo e largo di questa isola&hellip;Cienfuegos &egrave; la citt&agrave; che a me pi&ugrave; piace&hellip;</p>
<p>	Quante anime tornano continuamente per vedere con melanconia il talento fluire sui palchi e nelle radio di mezzo secolo. Quanti, al sentirti, si lamentano per non averti potuto vedere dal vivo, far coincidere in una sola persona, in un solo palcoscenico, migliaia di ricordi, suoni, dubbi, aspettative, miti ed immagini di valore, ma opache&hellip;oh, vita&hellip;</p>
<p>	Creasti, con eccelsa creola, una musica cos&igrave; cubana, che arriv&ograve; ad essere internazionale. E tutta l&rsquo;America Latina ha cantato in coro le tue virt&ugrave;, quelle delle quali ogni cubano si sente orgoglioso&hellip;.anima, anima mia&hellip;</p>
<p>	Stoicamente il talento resiste agli attacchi delle tendenze, dell&rsquo;et&agrave; e solca questa giovent&ugrave; con grandezza e storia come una prua del nostro bagaglio musicale; quello che ti ha tra i suoi principali referenti perch&eacute; dire Benny &egrave; dire Cuba, campagna, notte, famiglia, perdono, gloria.</p>
<p>	Ognuno ha il suo ruolo in terra. Compierlo ed essere ricordato, lascuare impronte incancellabili, &egrave; questione solo dei grandi.</p>
<p>	Benny, pi&ugrave; che grande, fosti e sei partecipe della creazione di un sentimento magnanimo per ognuno di noi: la cubanit&agrave;. Ringraziarti equivarrebbe a dare per terminato il tuo lavoro&hellip;e fino a quando esister&agrave; Cuba, esister&agrave; Benny, e viceversa. (Traduzione Granma Int.).</p>
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		<title>¡Feliz Cumpleaños Comandante!</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Aug 2010 14:53:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nando</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.cdr-roma.org/?attachment_id=2175" rel="attachment wp-att-2175"><img alt="" class="aligncenter size-medium wp-image-2175" height="239" src="http://www.cdr-roma.org/wp-content/uploads/2010/08/fidelauguri84-300x239.jpg" title="AUGURI COMANDANTE!" width="300" /></a></p>
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		<title>Hugo Chávez e Juan Manuel Santos ristabiliscono le relazioni tra Venezuela e Colombia</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Aug 2010 15:05:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nando</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[colombia]]></category>
		<category><![CDATA[hugo chavez]]></category>
		<category><![CDATA[Manuel Santos]]></category>
		<category><![CDATA[venezuela]]></category>

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		<description><![CDATA[
&#160;
Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it 
E&#8217; fallito il piano del Pentagono e di &#193;lvaro Uribe di ipotecare le relazioni tra il successore di questo e il Venezuela per destabilizzare il governo di Hugo Ch&#225;vez e incolparlo di finanziare e proteggere &#8220;gruppi terroristi&#8221;.
	Ieri a Santa Marta, in Colombia, lo stesso presidente bolivariano e il neo-presidente colombiano Juan [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.cdr-roma.org/?attachment_id=2169" rel="attachment wp-att-2169"><img alt="" class="aligncenter size-medium wp-image-2169" height="212" src="http://www.cdr-roma.org/wp-content/uploads/2010/08/chavez-santos-300x212.jpg" title="chavez-santos" width="300" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it </strong></p>
<p>E&rsquo; fallito il piano del Pentagono e di &Aacute;lvaro Uribe di ipotecare le relazioni tra il successore di questo e il Venezuela per destabilizzare il governo di Hugo Ch&aacute;vez e incolparlo di finanziare e proteggere &ldquo;gruppi terroristi&rdquo;.</p>
<p>	Ieri a Santa Marta, in Colombia, lo stesso presidente bolivariano e il neo-presidente colombiano Juan Manuel Santos hanno infatti ristabilito normali relazioni diplomatiche dopo la rottura del 22 luglio scorso quando Uribe, a pochi giorni dalla fine del suo mandato, aveva denunciato presunti aiuti e ospitalit&agrave; venezuelane alla guerriglia delle FARC.<span id="more-2170"></span> Sotto la gestione dell&rsquo;ex presidente argentino Nestor Kirchner, segretario generale di UNASUR, l&rsquo;organizzazione latinoamericana che esclude gli Stati Uniti dalla risoluzione delle crisi regionali, si &egrave; archiviata dunque l&rsquo;ultima crisi costruita a tavolino da &Aacute;lvaro Uribe e dal Pentagono per coinvolgere il Venezuela nella guerra colombiana e metterlo di fronte alla comunit&agrave; internazionale sul banco degli imputati come &ldquo;stato canaglia&rdquo; che appoggia il &ldquo;terrorismo&rdquo;. La stessa facilit&agrave; con la quale Santos e Ch&aacute;vez sono potuti andare oltre e ristabilire le relazioni testimonia la pretestuosit&agrave; della stessa denunciata perfino da organi mainstream come il settimanale britannico &ldquo;The Economist&rdquo;.</p>
<p>	Non tutto evidentemente &egrave; stato facile. I due paesi vengono da una continua crisi negli anni di Uribe e sono innumerevoli gli episodi e i temi di frizione che non si limitano certo alla guerriglia ma vanno all&rsquo;uso della frontiera binazionale da parte di narcos e paramilitari colombiani (Ch&aacute;vez accus&ograve; Uribe di averli usati per tentare di assassinarlo e per fomentare un golpe) alla concessione di basi militari agli Stati Uniti ai fatti di Sucumb&iacute;os, quando la Colombia caus&ograve; decine di vittime bombardando il territorio ecuadoriano.</p>
<p>	Oggi le cose appaiono pronte per un nuovo inizio e il tempo ci dir&agrave; se non sono (come &egrave; ben possibile) speranze mal riposte. Di sicuro in nessun momento la delegazione colombiana, che comprendeva oltre a Santos la nuova ministro degli esteri Mar&iacute;a Angela Holgu&iacute;n, ha accusato Hugo Ch&aacute;vez di aver mai aiutato la guerriglia, come invece infinite volte aveva fatto il suo predecessore Uribe, spesso producendo prove poi rivelatesi completamente false come nel caso delle manipolazioni sul computer del guerrigliero delle FARC Ra&uacute;l Reyes, fatto assassinare in territorio ecuadoriano da Uribe stesso nel citato episodio di Sucumb&iacute;os il primo marzo 2008.</p>
<p>	D&rsquo;altra parte Ch&aacute;vez &egrave; andato avanti con parole chiare nel chiedere alla guerriglia stessa di deporre le armi e trovare la via del dialogo al quale sarebbe oggi disposto un Santos che, giova comunque ricordare, aveva invece in passato condiviso tutte le responsabilit&agrave; della guerra senza quartiere condotta dal proprio predecessore. Oggi, addirittura, i due presidenti si propongono reciprocamente di abrogare la parola &ldquo;guerra&rdquo; dai rispettivi dizionari e si esercitano a chi &egrave; pi&ugrave; bravo a citare il Libertador Sim&oacute;n Bol&iacute;var, morto nel 1830 proprio a Santa Marta e nel museo in memoria del quale si &egrave; tenuto parte del vertice tra due delle province che un tempo facevano parte della Gran Colombia.</p>
<p>	Inizialmente per&ograve; Santos pretendeva che la guerriglia fosse definita come &ldquo;terrorismo&rdquo;, cosa inaccettabile per i venezuelani. In conclusione si &egrave; optato per la formula &ldquo;gruppi armati al margine della legge&rdquo;. E&rsquo; una definizione che, a rigor di logica, include tanto i paramilitari come i narcos. E&rsquo; una espressione, sulla quale si &egrave; insistito sia da parte di Nestor Kirchner che da parte venezuelana e infine accettata da Bogot&agrave;, che archivia la retorica vetero-bushiana e mette la Colombia e non certo il Venezuela di fronte alle proprie responsabilit&agrave;.</p>
<p>	E&rsquo; infatti di questi giorni l&rsquo;ennesima denuncia delle Nazioni Unite sul contesto di sistematica violazione dei diritti umani e sull&rsquo;impunit&agrave; totale in epoca uribista. Delle 289.000 vittime di violazioni dei diritti umani ufficialmente registrate solo una ha ottenuto riparazioni e, delle migliaia di paramilitari teoricamente smobilitati durante il governo Uribe, appena due sono stati condannati per i loro crimini.</p>
<p>	In merito (parziale) i due presidenti hanno stabilito una commissione bilaterale che dovrebbe farsi carico dei problemi intorno alla frontiera binazionale e in special modo della violenza e che agir&agrave; sotto gli auspici di UNASUR che una volta di pi&ugrave; emerge come organismo che si sta sostituendo alla OSA (Organizzazione degli Stati Americani, da sempre controllato dagli Stati Uniti) nella risoluzione dei conflitti regionali.</p>
<p>	Lo sviluppo della commissione &egrave; vista positivamente come &ldquo;fatto concreto&rdquo; sia dalla stampa colombiana che da quella venezuelana e degli altri paesi integrazionisti. Non ha sorpreso i pi&ugrave; avvertiti la necessit&agrave; e perfino la fretta di andare oltre Uribe da parte di Santos addirittura avendo gi&agrave; pronta la nomina del nuovo ambasciatore a Caracas. Per Santos, ne abbiamo reso conto luned&igrave; e venerd&igrave; scorso, il commercio binazionale (che vale sette miliardi di dollari e l&rsquo;1.5% del PIL colombiano) &egrave; oggi pi&ugrave; importante del collaborare col Pentagono (che comunque aumenta la propria presenza militare in Colombia e l&rsquo;accerchiamento del Venezuela) per destabilizzare il governo di Hugo Ch&aacute;vez.</p>
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		<title>Formati più di 8000 medici di 54 paesi</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Aug 2010 16:26:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nando</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cuba hoy / Revolucion]]></category>
		<category><![CDATA[ELAM]]></category>
		<category><![CDATA[Juan Carrizo]]></category>
		<category><![CDATA[medici cubani]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160;
&#160;
IRIS DE ARMAS PADRINO
Pi&#249; di 8000 medici di 54 paesi, includendo gli Stati Uniti, hanno studiato&#160; a Cuba mediante il progetto della Scuola Latinoamericana di Medicina &#8211; ELAM &#8211; durante sei corsi di laurea.
	Il dottor Juan Carrizo, rettore della ELAM,&#160; ha spiegato alla AIN&#160; che di questo totale, nel 2010 si sono laureati altri 1400 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">&nbsp;<a href="http://www.cdr-roma.org/?attachment_id=2163" rel="attachment wp-att-2163"><img alt="" class="aligncenter size-full wp-image-2163" height="210" src="http://www.cdr-roma.org/wp-content/uploads/2010/08/elam.jpg" title="elam" width="280" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family: Georgia; font-weight: 700;"><font color="#006f93" size="1">IRIS DE ARMAS PADRINO</font></span></p>
<p>Pi&ugrave; di 8000 medici di 54 paesi, includendo gli Stati Uniti, hanno studiato&nbsp; a Cuba mediante il progetto della Scuola Latinoamericana di Medicina &#8211; ELAM &#8211; durante sei corsi di laurea.</p>
<p>	Il dottor Juan Carrizo, rettore della ELAM,&nbsp; ha spiegato alla AIN&nbsp; che di questo totale, nel 2010 si sono laureati altri 1400 medici di 40 nazioni.<span id="more-2164"></span></p>
<p>	In questo modo, questi giovani contribuiranno a migliorare la situazione di salute dei rispettivi popoli dell&rsquo;America Latina e di altre latitudini, rendendo&nbsp; una realt&agrave; la premessa che un mondo migliore &egrave; possibile.</p>
<p>	&ldquo;Oggi, mentre nel pianeta si vedono azioni orribili, aggressioni selvagge contro gli esseri umani, proiettili nucleari che minacciano di distruggere quello che nella storia dell&rsquo;umanit&agrave; i popoli hanno costruito con tanto sacrificio, questi giovani si alzano con i loro camici bianchi ed i loro strumenti per curare e salvare vite&rdquo;, ha sottolineato.</p>
<p>	Carrizo ha lodato la nobile idea del Comandante in Capo, Fidel Castro, che molto tempo fa&nbsp; indic&ograve; la necessit&agrave; di formare risorse umane come unica forma di sviluppo&nbsp; della nazione ed ha ricordato una sua frase, quando dichar&ograve;: &ldquo; Cuba sar&agrave; un paese di uomini di scienza&rdquo;.</p>
<p>	Attualmente ci sono quasi 75000 medici che rendono Cuba il paese con pi&ugrave; dottori per abitante: uno ogni 150.</p>
<p>	&ldquo;Inoltre sono pi&ugrave; di 200.000 gli studenti di scienze mediche in preparazione, tra i quali 24.000 di altre nazioni e 25.000 che studiano all&rsquo;estero con professori dell&rsquo;Isola&rdquo;, ha informato il rettore della ELAM.</p>
<p>	L&rsquo;idea di questo progetto &egrave; stata concepita da Fidel Castro per&nbsp; rispondere ai danni provocati dagli uragani George e Mitch,&nbsp; che devastarono l&rsquo;America centrale alla fine&nbsp; del 1998.</p>
<p>	Il progetto, unico del suo tipo nel mondo, che si estende a tutte le facolt&agrave; di medicina di Cuba, prevede un&rsquo;elevata preparazione scientifica, umanista, etica e solidale, che permette di stare al servizio dei settori pi&ugrave; necessitati nelle loro nazioni.</p>
<p>	Per Carrizo, la ELAM,&nbsp; che ragruppa studenti di piu di un centinaio di etnie, &egrave; la maggior espressione di umanesimo e solidariet&agrave; tra i popoli.</p>
<p>	&ldquo;Nel settore della salute, Cuba apporta un concetto nuovo, profondamente rivoluzionario ed umano,&nbsp; come dovrebbero essere i servizi medici nel mondo. Questo progetto si sostenta in questa stessa concezione&rdquo;, ha dichiarato ancora il Rettore.</p>
<p>	(Traduzione Granma Int.)</p>
<p>	&nbsp;</p>
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		<title>Una buona notizia</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Aug 2010 13:56:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nando</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libertà per i Cinque!]]></category>
		<category><![CDATA[Adriana Pérez O'Connor]]></category>
		<category><![CDATA[Gerardo Hernández Nordelo]]></category>
		<category><![CDATA[libertà per i 5]]></category>

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		<description><![CDATA[Nella  mattina  del 3  agosto, l’Eroe della Repubblica di Cuba, Gerardo Hernández Nordelo, ha parlato telefonicamente con sua moglie, Adriana Pérez O&#8217;Connor  e l’ha informata che nel pomeriggio del 2 agosto lo avevano  trasferito dalla cella di castigo dove lo avevano rinchiuso dallo scorso  21  luglio all’area abituale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nella  mattina  del 3  agosto, l’Eroe della Repubblica di Cuba, Gerardo Hernández Nordelo, ha parlato telefonicamente con sua moglie, Adriana Pérez O&#8217;Connor  e l’ha informata che nel pomeriggio del 2 agosto lo avevano  trasferito dalla cella di castigo dove lo avevano rinchiuso dallo scorso  21  luglio all’area abituale in cui sconta la sua ingiusta condanna.</p>
<p>Il Dipartimento di Stato, nel pomeriggio di  lunedì, aveva informato le autorità cubane del trasferimento.</p>
<p>Adriana, nella conversazione, lo ha incontrato con un buono stato d’animo  e un morale molto forte.</p>
<p>A nome del popolo cubano ringraziamo per tutte le espressioni d’appoggio e per la solidarietà mostrate da differenti organizzazioni e da persone di buona volontà che hanno reclamato la fine di questo crudele ed inumano trattamento. Continueremo nella lotta sino a che si farà giustizia e i Cinque  Eroi ritorneranno nella loro Patria.</p>
<p>(Traduzione Granma Int.)</p>
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		<title>Gerardo ritorna nella cella di isolamento</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Jul 2010 14:26:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nando</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libertà per i Cinque!]]></category>
		<category><![CDATA[free the five]]></category>
		<category><![CDATA[Gerardo Hernández Nordelo]]></category>
		<category><![CDATA[libertà per i 5]]></category>
		<category><![CDATA[ricardo alarcon]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160;

&#200; stato di nuovo incarcerato nel buco, nonostante i suoi accertati problemi fisici . Oltre tre mesi senza assistenza medica.
Lino Lub&#233;n P&#233;rez
	Ricardo Alarc&#243;n, Presidente dell&#8217;Assemblea Nazionale del Potere Popolare ha denunciato l&#8217;ennesimo isolamento al quale &#232; stato sottoposto Gerardo Hern&#225;ndez Nordelo, uno dei cinque antiterroristi cubani ingiustamente detenuti negli Stati Uniti.
	Hern&#225;ndez Nordelo &#232; di nuovo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.cdr-roma.org/?attachment_id=2150" rel="attachment wp-att-2150"><img alt="" class="aligncenter size-medium wp-image-2150" height="295" src="http://www.cdr-roma.org/wp-content/uploads/2010/07/gerardo-300x295.jpg" title="Gerardo Hernández Nordelo" width="300" /></a></p>
<p><span lang="IT" style="font-family: Georgia; font-weight: 700;"><font size="2">&Egrave; stato di nuovo incarcerato nel buco, nonostante i suoi accertati problemi fisici . Oltre tre mesi senza assistenza medica.</font></span></p>
<p>Lino Lub&eacute;n P&eacute;rez</p>
<p>	Ricardo Alarc&oacute;n, Presidente dell&rsquo;Assemblea Nazionale del Potere Popolare ha denunciato l&rsquo;ennesimo isolamento al quale &egrave; stato sottoposto Gerardo Hern&aacute;ndez Nordelo, uno dei cinque antiterroristi cubani ingiustamente detenuti negli Stati Uniti.</p>
<p>	Hern&aacute;ndez Nordelo &egrave; di nuovo nel buco dal 21 luglio e sono stati inutili i tentativi di Cuba di contattare le autorit&agrave; della prigione ed il Dipartimento di Stato cercando di chiarire la situazione, ha avvertito Alarc&oacute;n nelle dichiarazioni rese alla stampa nel Palazzo delle Convenzioni dell&rsquo;Avana.<span id="more-2149"></span></p>
<p>	Alarc&oacute;n ha considerato il fatto in termini molto gravi, dato che Gerardo si trova in una cella piccola, di due metri per uno, che condivide con un altro prigioniero, e dove non c&rsquo;&egrave; ventilazione, perch&eacute; si deve respirare in un piccolo orifizio al di sopra della parete.</p>
<p>	Il Governo statunitense sa che Gerardo ha problemi fisici per i quali ha richiesto di essere visitato fin da aprile da un medico, cosa che gli &egrave; stata concessa solo il 20 luglio, quando gli sono stati diagnosticati problemi che richiedono cure mediche.</p>
<p>	Apparentemente &egrave; un problema con un batterio che, stando al dottore, starebbe circolando tra la popolazione del carcere, e che ha anche presentato casi gravi. Non sappiamo, tuttavia, se questa sia la condizione di Gerardo, poich&eacute; non gli sono state fatte le analisi appropriate, e lui &egrave; stato condotto nel buco il giorno dopo della visita, ha spiegato il medico.</p>
<p>	Ha anche aggiunto che Gerardo presenta alterazioni della pressione arteriosa, cosa comprensibile poich&eacute; &ndash; pur essendo un uomo giovane, che ha appena compiuto 45 anni &ndash; &egrave; confinato in condizioni difficili da quasi 12, anche se si &egrave; sempre dimostrato fermo.</p>
<p>	Ci preoccupa la sua mancanza di salute &ndash; e soprattutto di visite specialistiche &ndash; aggravata nel buco perch&eacute; la temperatura nella prigione supera i 35 gradi Celsius, ha informato.</p>
<p>	La situazione che stiamo denunciando &egrave; grave. Stiamo seguendo i fatti sperando che cessino oggi stesso o domani. Stiamo cercando di trovare ogni via possibile di soluzione, e siamo in contatto con i suoi avvocati, ma se non la troveremo, l&rsquo;Assemblea Nazionale dovr&agrave; pronunciarsi.</p>
<p>	Da quando ce ne siamo resi conto, in via extra-ufficiale, abbiamo cominciato a inviare reclami alle autorit&agrave; statunitensi ma non abbiamo ricevuto risposte che ci abbiano chiarito la vicenda, ed il perch&eacute; della misura, ha spiegato.</p>
<p>	Recentemente Isabel, la sorella di Gerardo, lo aveva visto e aveva potuto comprovare le condizioni nelle quali si trovava: era arrivato alla visita con le mani ed i piedi incatenati e avevano parlato per telefono attraverso un muro di vetro.</p>
<p>	Non abbiamo nessuna informazione e ci chiama all&rsquo;attenzione che Gerardo sia stato citato da vari ufficiali del Bur&oacute; Federale di Indagini, che sono andati alla prigione e che hanno avuto un ruolo nella vicenda del suo isolamento. Evidentemente non &egrave; un&rsquo;azione che viene dalla prigione, ha ribadito.</p>
<p>	&Egrave; curioso che sia la terza volta in questa ingiusta detenzione dei nostri Cinque Eroi, che portano Gerardo nel buco, sempre quando si fanno le procedure per l&rsquo;appello.</p>
<p>	Lui dovrebbe stare lavorando con i suoi avvocati sul suo habeas corpus, e questo il Governo degli USA lo sa, ha precisato Alarc&oacute;n.</p>
<p>	In questo momento, Gerardo non pu&ograve; comunicare con i suoi avvocati, ne per corrispondenza ne per telefono, &egrave; totalmente isolato e &ndash; per colmo &ndash; con condizioni di salute che mettono in pericolo la sua intergit&agrave; fisica, della quale il Governo statunitense &egrave; interamente responsabile.</p>
<p>	Alarc&oacute;n ha reso l&rsquo;intervista a rappresentanti della stampa accreditata al V periodo ordinario di sessioni dell&rsquo;Assemblea Nazionale del Potere Popolare, le cui 12 Commissioni di lavoro continuano oggi le proprie riunioni.</p>
<p>	(Traduzione Granma Int)</p>
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		<title>La vittoria strategica</title>
		<link>http://www.cdr-roma.org/?p=2143</link>
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		<pubDate>Wed, 28 Jul 2010 22:43:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nando</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cuba hoy / Revolucion]]></category>
		<category><![CDATA[fidel castro]]></category>
		<category><![CDATA[La victoria estratégica]]></category>
		<category><![CDATA[La vittoria strategica]]></category>

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		<description><![CDATA[
&#160;
&#160;
&#160;Tra pochi giorni sar&#224; pubblicato il libro intitolato &#34;La vittoria strategica&#34;, in cui narro la battaglia che liber&#242; dallo sterminio il piccolo Esercito Ribelle. 
	Lo inizio con un&#39;introduzione in cui spiego i miei dubbi sul titolo che avrei posto: &#34;&#8230; non sapevo se chiamarlo &#39;L&#39;ultima offensiva di Batista&#39; o &#39;Come 300 sconfissero 10.000?&#34;, che sembrerebbe [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.cdr-roma.org/?attachment_id=2144" rel="attachment wp-att-2144"><img alt="" class="aligncenter size-medium wp-image-2144" height="258" src="http://www.cdr-roma.org/wp-content/uploads/2010/07/fidelsierra1-300x258.jpg" title="Fidel" width="300" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;Tra pochi giorni sar&agrave; pubblicato il libro intitolato &quot;La vittoria strategica&quot;, in cui narro la battaglia che liber&ograve; dallo sterminio il piccolo Esercito Ribelle. </p>
<p>	Lo inizio con un&#39;introduzione in cui spiego i miei dubbi sul titolo che avrei posto: &quot;&hellip; non sapevo se chiamarlo &#39;L&#39;ultima offensiva di Batista&#39; o &#39;Come 300 sconfissero 10.000?&quot;, che sembrerebbe un racconto di fantascienza. <span id="more-2143"></span></p>
<p>	Contiene una piccola autobiografia: &quot;Non volevo aspettare che si pubblicassero un giorno le risposte alle innumerevoli domande sull&#39;infanzia, sull&#39;adolescenza e sulla giovent&ugrave;, tappe che mi hanno trasformato in rivoluzionario e combattente armato.&quot; </p>
<p>	Il titolo che alla fine ho deciso &egrave; stato &quot;La vittoria strategica&quot;. </p>
<p>	&Egrave; diviso in 25 capitoli, contiene numerose foto con la qualit&agrave; che &egrave; stata possibile in quelle circostanze e le cartine geografiche pertinenti. </p>
<p>	Al termine sono presentati degli schemi grafici sul tipo d&#39;armamento utilizzato da entrambi i contendenti. </p>
<p>	Nelle pagine finali del capitolo 24 della narrazione ho fatto delle affermazioni che sono risultate premonitrici. </p>
<p>	Nell&#39;ultimo bollettino che scrissi perch&eacute; fosse letto da Radio Rebelde il sette agosto, il giorno successivo alla battaglia finale di La Mercedes, affermai: </p>
<p>	&quot;L&#39;offensiva &egrave; stata liquidata. Il pi&ugrave; grande sforzo militare della nostra storia Repubblicana si &egrave; concluso nel pi&ugrave; spaventoso disastro che mai avrebbe potuto immaginare il superbo Dittatore e le sue truppe in piena fuga, dopo due mesi e mezzo [di] sconfitta in sconfitta, stanno indicando i giorni finali del suo odioso regime. La Sierra Maestra &egrave; ormai completamente libera da forze nemiche.&quot; </p>
<p>	Nel libro &quot;La vittoria strategica&quot; si spiega testualmente: </p>
<p>	&quot;La sconfitta dell&#39;offensiva nemica, dopo 74 giorni di incessanti combattimenti, signific&ograve; il cambio strategico della guerra. A partire da quel momento la sorte della tirannia fu definitivamente segnata nella misura in cui divenne evidente l&#39;imminenza del suo collasso militare.&quot; </p>
<p>	&quot;Quello stesso giorno redassi una lettera indirizzata al maggiore generale Eulogio Cantillo, che diresse l&#39;intera campagna nemica dal posto di comando della zona delle operazioni, situato a Bayamo. Confermai a Cantillo che le nostre forze avevano nelle loro mani circa 160 soldati prigionieri, tra cui molti feriti, e che eravamo disposti a stabilire immediatamente i negoziati per la loro consegna. Dopo complicate trattative, questa seconda consegna di prigionieri fu effettuata diversi giorni dopo a La Mercedes. </p>
<p>	&quot;Nel corso di quei 74 giorni di intensi combattimenti per contrastare e sconfiggere la grande offensiva nemica, le nostre forze subirono 31 perdite mortali. Le tristi notizie non scoraggiarono mai lo spirito delle nostre forze, sebbene per noi la vittoria fu molte volte amara. Ciononostante, la perdita di combattenti avrebbe potuto essere assai superiore, considerando l&#39;intensit&agrave;, la durata e la violenza delle azioni terrestri e degli attacchi aerei, e se ci&ograve; non &egrave; avvenuto si deve alla straordinaria abilit&agrave; raggiunta dai nostri guerriglieri nella selvaggia natura della Sierra Maestra ed alla solidariet&agrave; di alcuni ribelli nei confronti di altri. In diverse occasioni, i feriti gravi sopravvissero soprattutto perch&eacute; i loro compagni fecero l&#39;impossibile per trasportarli l&igrave; dove i medici potevano curarli e tutto questo nonostante l&#39;asprezza del terreno ed il sibilo delle pallottole nel bel mezzo dei combattimenti. </p>
<p>	&quot;In queste pagine ho citato i nomi dei caduti, ma voglio ripeterli qui di nuovo a tutti per offrire in una sola volta il quadro completo dei nostri martiri, meritevoli dell&#39;eterno ricordo di rispetto e d&rsquo;ammirazione di tutto il nostro popolo. Essi sono: </p>
<p>	&ldquo;Comandanti: Andr&eacute;s Cuevas, Ram&oacute;n Paz e Ren&eacute; Ramos Latour, Daniel.</p>
<p>	&ldquo;Capitani: &Aacute;ngel Verdecia e Geonel Rodr&iacute;guez.</p>
<p>	&ldquo;Tenenti: Teodoro Banderas, Fernando Ch&aacute;vez, El Artista, e Godofredo Verdecia.</p>
<p>	&ldquo;Combattenti: Misa&iacute;l Machado, Fernando Mart&iacute;nez, Albio Mart&iacute;nez, Wilfredo Lara, Gustavo; Wilfredo Gonz&aacute;lez, Pascualito; Juan de Dios Zamora, Carlos L&oacute;pez Mas, Eugenio Cede&ntilde;o, Victuro Acosta, El Bayam&eacute;s; Francisco Luna, Roberto Corr&iacute;a, Luis Enrique Carracedo, Elinor Teruel, Juan V&aacute;zquez, Chan Cuba; Giraldo Aponte, El Marinero; Federico Hadfeg, Felipe Cordumy, Lorenzo V&eacute;liz, Gaudencio Santiesteban, Nicol&aacute;s Ul, Luciano Tamayo, &Aacute;ngel Silva Socarr&aacute;s e Jos&eacute; D&iacute;az, El Galleguito.</p>
<p>	&ldquo;Collaboratori contadini: Lucas Castillo, altri membri della sua famiglia, e Ibrahim Escalona Torres.</p>
<p>	&quot;Onore e gloria eterna, rispetto infinito ed affetto per i caduti d&#39;allora. </p>
<p>	&quot;Il nemico sub&igrave; pi&ugrave; di mille perdite, di cui oltre 300 morti e 443 prigionieri; furono annichilite, catturate o disarticolate non meno di cinque grandi unit&agrave; complete. Rimasero nelle nostre mani 507 armi, compresi due carri armati, dieci mortai, vari bazooka e dodici mitragliatrici calibro 30. </p>
<p>	&quot;A tutto ci&ograve; bisognerebbe aggiungere l&#39;effetto morale di questo epilogo e la sua importanza nel prosieguo della guerra: a partire da quel momento, l&#39;iniziativa strategica rimase definitivamente nelle mani dell&#39;Esercito Ribelle, padrone assoluto, tra l&#39;altro, di un esteso territorio in cui il nemico non avrebbe nemmeno tentato di penetrare nuovamente. La Sierra Maestra, a tutti gli effetti, era stata liberata per sempre. </p>
<p>	&quot;La vittoria sulla grande offensiva nemica dell&#39;estate del 1958 segn&ograve; il cambio irreversibile della guerra. L&#39;Esercito Ribelle, trionfante e straordinariamente rafforzato dall&#39;enorme quantit&agrave; di armi conquistate, fu in condizione d&#39;iniziare la sua offensiva strategica finale. </p>
<p>	&quot;Con questi eventi s&rsquo;apr&igrave; una nuova ed ultima fase della guerra di liberazione, caratterizzata dall&#39;invasione del centro del paese, la creazione del Quarto Fronte Orientale e del Fronte di Camag&uuml;ey. La lotta s&#39;estese in tutto il paese. La grande offensiva finale dell&#39;Esercito Ribelle port&ograve;, con la fulminante campagna d&#39;Oriente e di Las Villas, alla sconfitta definitiva dell&#39;Esercito della tirannia e quindi al collasso militare del regime batistiano ed alla presa di potere della trionfante Rivoluzione. </p>
<p>	&quot;Nella controffensiva vittoriosa del dicembre di quell&#39;anno, si decise il trionfo con circa 3000 uomini equipaggiati con armi strappate al nemico. </p>
<p>	&quot;Le colonne del Che e di Camilo, avanzando attraverso le pianure del Cauto e di Camag&uuml;ey, giunsero nel centro del paese. L&#39;antica Colonna 1 addestr&ograve; nuovamente oltre mille reclute nella scuola di Minas del Fr&iacute;o e con capi sorti dalle sue stesse file conquistarono i paesi e le citt&agrave; lungo la strada centrale tra Bayamo e Palma Soriano. Furono distrutte nuove autoblindo T-37 ed i carri armati pesanti e l&#39;aviazione da combattimento non poterono ostacolare la conquista di citt&agrave; cento volte pi&ugrave; grandi del villaggio de La Mercedes. </p>
<p>	&quot;Nella sua avanzata, alla Colonna 1 s&#39;unirono le forze del Secondo Fronte Orientale Frank Pa&iacute;s. In questo modo, il 27 dicembre 1958, occupammo la citt&agrave; di Palma Soriano. </p>
<p>	&quot;Esattamente il 1&deg; gennaio 1959 &#8211; la data indicata nella lettera indirizzata a Juan Almeida prima dell&#39;inizio dell&#39;ultima offensiva della dittatura contro la Sierra Maestra -, lo sciopero generale rivoluzionario, decretato da Palma Soriano attraverso Radio Rebelde, paralizz&ograve; il paese. Il Che e Camilo ricevettero l&#39;ordine d&#39;avanzare lungo strada centrale in direzione della capitale e non ci fu resistenza. </p>
<p>	&quot;Cantillo, riunitosi con me, Ra&uacute;l ed Almeida, riconobbe che la dittatura aveva perso la guerra, per&ograve; poco dopo nella capitale avvennero delle manovre golpiste, controrivoluzionarie e filo-imperialiste e non rispett&ograve; le condizioni concordate per un armistizio. Ciononostante, in tre giorni erano a nostra disposizione le centomila armi, le navi e gli aeroplani che poco prima avevano sostenuto e permesso la fuga dell&#39;ultimo battaglione penetrato nel Sierra Maestra.&quot; </p>
<p>	Un&#39;instancabile gruppo del personale dell&#39;Ufficio dei Temi Storici del Consiglio di Stato, disegnatori del gruppo Creativo di Casa 4, sotto la direzione dell&#39;ufficio dell&rsquo;assistente; con la cooperazione del cartografo Otto Hern&aacute;ndez, del Generale di Brigata Amels Escalante del disegnatore Jorge Oliver, del giovane disegnatore Geordanis Gonz&aacute;lez, diretti da Katiuska Blanco, giornalista e scrittrice brillante ed instancabile, sono i&nbsp; principali artefici di questa prodezza. </p>
<p>	Pensavo che la pubblicazione di questo libro avrebbe impiegato mesi. Adesso so che all&#39;inizio del mese d&#39;agosto sar&agrave; gi&agrave; in circolazione. </p>
<p>	Io, che per mesi ho lavorato su questo tema dopo la mia grave malattia, sono ora motivato a&nbsp; scrivere la seconda parte di questa storia che si chiamer&agrave;, se il gruppo non suggerisce un altro nome, &quot;La controffensiva strategica finale&quot;.</p>
<p>	Fidel Castro Ruz</p>
<p>	27 luglio 2010</p>
<p>	11 e 20 a.m. </p>
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