Fidel ha rinunciato a ricoprire l’incarico di presidente del Consiglio di Stato. Sapevamo che sarebbe successo, era ragionevole attenderselo ed è altrettanto ragionevole che adesso tocchi ad altri, più giovani, portare avanti la rivoluzione cubana. Ci sarà tempo per le analisi e i commenti, ma in questo momento prevale un po’ di tristezza, sarebbe ipocrita nasconderlo. Fidel ha incarnato (e incarna) per noi, come per altre milioni di sfruttati di questo pianeta, le irriducibili aspirazioni di emancipazione sociale e politica. Ora dovremo assistere al vomitevole show degli anticastristi della prima e dell’ultima ora, dei cubanologi d’accatto e di quei personaggi “sinistri” in cerca di una nuova verginità politica. Questri ultimi, se è possibile, li odiamo più degli altri. Cercando di sottrarci a questa canea proponiamo di seguito la lettera pubblicata dal Granma di cui, presto, proporremo una versione tradotta. Nel frattempo Hasta siempre, Comandante.
Queridos compatriotas:
Les prometí el pasado viernes 15 de febrero que en la próxima reflexión abordaría un tema de interés para muchos compatriotas. Read more »