
Il CDR/Roma nasce nel gennaio del 2007 dall’incontro di diverse realtà associative e di singole/i compagne/i che già da tempo militavano nel campo della solidarietà con Cuba e la sua rivoluzione. La prima domanda che ci ponemmo nelle prime riunioni organizzative fu, paradossalmente, se fosse necessaria la costituzione di un nuovo comitato di solidarietà con Cuba. La questione poteva sembrare retorica, dal momento che era sollevata proprio da chi questo comitato si proponeva di costituirlo, ma non peregrina poiché avevamo ben presente quanto fosse variegato l’arcipelago di associazioni che già lavoravano (e lavorano) sul territorio romano. Quanto ci proponevamo era dunque utile alla Rivoluzione cubana o sarebbe stato più proficuo lavorare all’interno di una delle strutture già esistenti? Proprio un’attenta analisi dell’esistente ci convinse che la strada intrapresa era quella giusta. L’arcipelago dell’associazionismo che a Roma porta avanti la solidarietà con Cuba è caratterizzato, pur con le mille sfumature politiche che lo contraddistinguono, da una matrice generazionale e culturale relativamente omogenea. E’ figlio, per intenderci, delle lotte internazionaliste degli anni ‘60 e ‘70. Questo zoccolo duro di militanti ha assicurato (ed assicura) la continuità delle mobilitazioni ma è, almeno al momento, in grado di intervenire su una sola delle due fratture venutesi ad evidenziare negli ultimi anni nel cosiddetto popolo della sinistra rispetto alla “questione” Cuba.
La frattura verticale
La prima frattura, che abbiamo definito “verticale”, è quella descritta dalla discrepanza di giudizio che sulla rivoluzione cubana è possibile percepire tra i gruppi dirigenti delle maggiori organizzazioni politiche e sindacali (solitamente critici) e la loro base (generalmente solidale). Si pensi a quanto è accaduto nel campo della cosiddetta sinistra moderata. Con la svolta della Bolognina, e la trasformazione del PCI in PDS prima, DS poi e ora PD, si è prodotto un progressivo raffreddamento dei rapporti “ufficiali” tra Cuba ed il ceto politico postcomunista, a cui si è accompagnato un crescente imbarazzo per questo scomodo testimone del proprio passato che mal figurava nel nuovo album di famiglia dell’Internazionale Socialista. La crisi del 2003 ha quindi rappresentato un ottimo pretesto per accreditare la propria affidabilità agli occhi dell’amministrazione statunitense. I dirigenti DS, ignorando più o meno consapevolmente i piani di aggressione USA ed i rapporti monetari intercorrenti fra i presunti “dissidenti” e l’amministrazione Bush, hanno fatto saltare decine di gemellaggi tra i comuni italiani amministrati dal centrosinistra e i municipi cubani. Il momento venne percepito come favorevole anche per cercare di riallineare la propria base tanto che Marina Sereni, allora responsabile esteri dei DS, arrivò a promuovere nel maggio dello stesso anno un convegno internazionale che ha definitivamente schierato i DS dalla parte di chi auspica un rovesciamento politico del governo cubano. La frattura verticale è ancora più lacerante se si volge lo sguardo al campo di quella che per semplicità chiameremo sinistra radicale. Mentre al Partito dei Comunisti Italiani (PdCI) va riconosciuto il merito di aver tenuto ferma la barra in quei giorni tempestosi, il partito che più ne ha sofferto è sicuramente Rifondazione Comunista (PRC). La crisi internazionale del 2003 ha colto Rifondazione con un preoccupante (ed imbarazzante) deficit di analisi su quanto stava accadendo a Cuba e in America Latina. Questo, insieme alla pressione esercitata dai media su un gruppo dirigente impegnato ad “uscire dal novecento” ed a ridefinirsi come “nonviolento”, ha portato ad una serie di commenti caustici, quando non dichiaratamente critici (Migliore, Vendola) che hanno incrinato i rapporti del partito con l’isola e disorientato la base. Si pensi, ad esempio, alla campagna denigratoria orchestrata da Liberazione nella primavera/estate del 2007. Da un lato gli articoli di chi, anche in contrasto con la linea espressa dalla direzione del partito, collocava Cuba nel campo dei paesi non democratici. Dall’altro le decine di lettere di protesta di semplici militanti che non riuscivamo a capacitarsi di come il loro giornale fosse stato arruolato nella campagna di aggressione mediatica. Solo dopo gli esiti dell’ultimo congresso il PRC sembra aver ritrovato la capacità ed il coraggio di avviare un dibattito scevro da pregiudizi eurocentrici che speriamo sia capace di colmare questa. E’ del tutto evidente, però, che il nostro intervento come CDR sui processi sopra descritti non potrà che essere limitato anche perché le associazioni “tipo” sono meglio attrezzate per quel lavoro di “lobbing” (in questo caso l’accezione è benevola) che è, comunque, parte fondamentale della mobilitazione pro Cuba.
La frattura orizzontale
La principale preoccupazione del CDR è stata (e sarà) dunque quella di intervenire sulla seconda frattura, quella che abbiamo definito “orizzontale” e che a nostro avviso è al tempo stesso generazionale e politica. La manifestazione fenomenica di questa frattura è percepibile quasi a pelle nelle iniziative di solidarietà con Cuba, laddove si palesa la sconfortante assenza delle nuove generazioni così come il sostanziale disinteresse di molte strutture di movimento. La progressiva spoliticizzazione giovanile e la conseguente incapacità di cogliere il nesso tra la propria condizione sociale e quanto accade nel mondo spiegano solo in parte questa situazione. Appare chiaro come nel corso degli ultimi anni si sia affermata nell’immaginario collettivo di larga parte del movimento e della sinistra extraistituzionale una visione caricaturale della realtà cubana: l’isola è troppo spesso percepita come una sorta di museo del socialismo reale, un luogo dove il novecento si è fermato. Questo ha di fatto impedito di comprendere ciò che realmente rappresenta la Rivoluzione cubana: la trasformazione sociale più profonda portata avanti nel continente americano, un paradigma e un laboratorio di inestimabile valore per i popoli di tutta la regione. La spasmodica ricerca di nuove suggestioni ha portato alcuni maître à pensere a scambiare lucciole per lanterne (o imperi per imperialismi) ed ha privato molti compagni italiani delle categorie indispensabili a cogliere quanto si muove oggi in America Latina e la sua rilevanza a livello planetario.
Le linee guida del CDR/Roma
Continuità e metodo di lavoro
Al fine di garantire una continuità al nostro intervento abbiamo ritenuto necessaria una calendarizzazione delle nostre attività così da costituire una sorta di Agenda minima del CDR. Questa, unitamente a riunioni periodiche, ci ha permesso una valutazione il più possibile oggettiva dei percorsi intrapresi, oltre che un bilancio della nostra iniziativa politica.
Se Maometto non va alla montagna…
Abbiamo ritenuto importante che l’attività del CDR si producesse, per quanto possibile, all’interno dei luoghi di movimento (spazi sociali, scuole, università) e dei nuovi conflitti (case occupate, collettivi, ecc). Valutando così il successo delle nostre iniziative anche in base alla capacità di far incontrare esperienze diverse, stimolando quelle contaminazioni politiche e culturali imprescindibili se si vuole colmare la frattura orizzontale descritta precedentemente.
Il progetto come mezzo
La crescita economica degli ultimi anni, così come gli accordi commerciali con la Cina ed il Venezuela hanno da tempo sancito la fine del Periodo Especial. Questa nuova situazione economica ha, di fatto, reso meno impellente il bisogno di quegli aiuti economici che nel corso degli ultimi anni avevano rappresentato la principale attività dell’associazionismo filocubano. Abbiamo quindi ritenuto necessario ricalibrato il fulcro delle nostre attività recependo, in estrema sintesi, quanto da qualche tempo vanno ripetendo gli stessi compagni cubani: dare priorità alla solidarietà politica. Questo per noi non significa abbandonare i progetti, ma ripensarli, utilizzandoli come un mezzo attraverso cui raggiungere il vero scopo: far crescere il sostegno popolare nei confronti di Cuba, unico antidoto agli appetiti imperialistici statunitensi. La valutazione sulla riuscita di un progetto non sarà più, quindi, solo economica (raggiungimento o meno dei fondi necessari), ma diverrà prettamente politica: quanta gente ho coinvolto, quante iniziative ho costruito, quanta informazione ho prodotto?
Nuovi strumenti/nuovi linguaggi
Il CDR, nel tentativo di comunicare nella maniera più larga possibile ha ritenuto necessario dotarsi di strumenti efficaci:
● un blog che permette di pubblicizzare le nostre iniziative, pubblicare materiale.
● materiale informativo audiovisivo (inchieste, documentari, videointerviste) e cartaceo (articoli, dossier) calibrato per essere utilizzato nei diversi contesti in cui il CDR si troverà ad operare (scuole, spazi sociali, ecc).
● un laboratorio grafico capace di proporre manifesti, locandine, adesivi e quant’altro possa essere utilizzato per le campagne di controinformazione.
Contestualmente a quanto abbiamo ritenuto però essenziale avviare un ragionamento sui linguaggi adoperati. A nostro avviso saper comunicare significa saper modulare il proprio linguaggio in funzione della platea a cui ci si rivolge, è una considerazione che può apparire banale ma che viene puntualmente disattesa quando si parla di Cuba. Troppo spesso le campagne di mobilitazione internazionale promosse dalla rivoluzione cubana vengono assunte e riproposte tali e quali in Italia, senza tener conto del diverso contesto culturale e politico in cui si opera. Si prenda ad esempio la campagna per la liberazione dei 5; descriverli come cinque patrioti ed eroi significa, almeno in Italia, alienarsi l’interesse della gran parte del movimento che da al concetto di Patria una connotazione di destra diametralmente opposta a quella antimperialista propria dai cubani. E’ stata e sarà quindi cura del CDR cercare di “tradurre” queste campagne di mobilitazione al fine di rendere loro la giusta efficacia.
Fiesta si, lucha tambien!
La capacità di comunicare significa anche avere ben chiaro le potenzialità del momento ludico o squisitamente culturale come mezzo attraverso cui veicolare un messaggio solidale e politico, poiché capaci di restituire quella complessità culturale della società cubana che è testimonianza diretta dei successi della rivoluzione.
Noi non siamo un’associazione…
E’ bene ribadire che il CDR non è un associazione, ma un organismo militante. Evocare l’esperienza dei Comites de defensa de la revoluciòn cubani individua proprio nella mobilitazione permanente il nostro tratto distintivo. L’adesione al CDR è un fatto sostanziale e non formale. Non esisterà un tesseramento o un gruppo dirigente, luogo principe della nostra attività sarà l’assemblea, deputata a decidere le mobilitazioni da portare avanti e ad indicare, se ne sentiremo il bisogno, dei/delle portavoce.
Concludendo
Negli anni ‘60 il Che pubblicò un saggio antologico dal titolo “Cuba, eccezione storica o avanguardia della lotta contro il colonialismo?” Oggi, a quasi 50 anni da quelle riflessioni, è ovvio che Cuba non rappresenta un’eccezione ne tantomeno una esperienza circoscrivibile nel continente latinoamericano. Come ha scritto R. Mordenti: occorre capire che la forza del messaggio cubano si è centuplicata proprio a partire dal crollo dell’Unione Sovietica. Se qualcuno assume come alibi l’impossibilita “oggettiva” della Rivoluzione a causa dei rapporti di forza troppo sfavorevoli, Cuba lo sbugiarda. Se è stato possibile per la piccola isola dei Carabi, così vicina agli Stati Uniti, rompere la catena del dominio imperialistico e resistere per 48 anni, allora questa possibilità esiste sempre e in ogni parte del mondo.
SKARAMANZIA 23marzo2009
CIAO RAGA
VI SCRIVO X KIEDERVI SE ANKE VOI VOLEVATE PARTECIPARE ALL INIZIATIVA ANTIFA DEL 23 APRILE AL VILLAGGIO GLOBALE.
SARà FATTA LA PRESENTAZIONE DEL LIBRO CUORI ROSSI D C. ARMATI
E 1 FESTIVAL DI BANDS ANTIFA TRA CUI I SICILIANI SKARAMANZIA.
BHE IN ATTESA DI VOSTRE NOTIZIE
1 ABRAZO
TOTò
Frank 23marzo2009
Ciao se ci fai avere qualche informazione in più oppure di cosa hai bisogno siamo lieti di partecipare!
proletarioroma 12aprile2009
salve,
sono un compagno di roma e vi scrivo, anche se in netto ritardo visto che domani partirò, per avere informazioni su situazioni interessanti da poter incontrare a cuba.
Starò nell’isola per 25 giorni e la girerò più o meno tutta, aspetto vostre preziose notizie.
saluti rivoluzionari
marco papacci 4maggio2009
vi chiediamo di dare ampia diffussione al comunicato stampa che segue attreverso tutti i vostri contatti.
Grazie
Marco Papacci
segretario Italia-Cuba circolo di Roma
Associazione nazionale d’amicizia Italia Cuba serata di Musica e Cultura – 8 maggio – Stazione Birra Roma
in allegato e di seguito il comunicato stampa della serata di musica e
cultura organizzata dall’associazione nazionale d’amicizia Italia-Cuba.
E’ un evento di solidarietà, il cui ricavato verrà interemente devoluto al
progetto “Emergenza Uragani”.
Dalle ore 21,00 del prossimo 8 maggio alla ³Stazione Birra² si alterneranno
sul palco:
ALMAMEGRETTA & NEIL PERCH (Zion Train)
GIOVANNI IMPARATO & TAMMUMBA
SEPTETO NABORI DE CUBA
RENATA MEZENOV SA
JONIS BASCIR
MARCO BALDINI
SALIM LAMRANI
MARCO RIZZO
GIORGIO GOBBI
FABIO AMATO
GIANNI VATTIMO
DJ ADRIAN LA BOMBA
Grazie per L’attenzione
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BIG TIME
CLAUDIA FELICI 329/9433329
FABIO TIRIEMMI 329/9433332
FAUST D’AGATA 328/0582686
Via Cesare Pavese 45 – 00144 – ROMA
Tel. 06.5012073 – Fax 06.5011770
http://www.myspace.com/bigtime_roma
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CUBA 1959 – 2009
SERATA DI MUSICA CULTURA E SPETTACOLO
VENERDI¹ 8 MAGGIO 2009 – ore 21,00
STAZIONE BIRRA
Via Placanica, 172 (zona Anagnina) – Roma
info per il pubblico: 333/2847308 – 331/3774048 – 347/4540977
Infoline 06/79845959
INGRESSO 15 EURO
Questa è una serata dai molti significati.
E¹ una serata dedicata alla cultura di Cuba, al suo popolo, allo sviluppo
della sua società, che trovano, nell¹Associazione Nazionale di Amicizia
Italia-Cuba, la più attiva realtà del nostro Paese.
E¹ un evento di solidarietà, il cui ricavato verrà interamente devoluto al
progetto ³Emergenza Uragani².
Purtroppo, la scorsa estate, la ³Isla grande² è stata colpita da due
fortissimi uragani, ³Gustav²
ed ³Ike² che hanno abbattuto migliaia di abitazioni e distrutto interi
raccolti di caffè e tabacco, ma grazie all¹ efficientissimo sistema di
protezione civile in vigore, non ci sono stati morti .
E¹ una manifestazione che ci ricorda che Cuba, grazie all¹ospitalità dei
suoi abitanti, alle sue città coloniali, alle spiagge bianche come il
borotalco e al mare trasparente, all¹inesauribile energia della sua musica
che risuona in ogni angolo delle sue città, è una meta ideale per i turisti
italiani che cercano una vacanza di svago e tranquillità o un viaggio di
cultura e storia.
Ma sarà, soprattutto, una serata di grande musica, con decine di artisti e
amici che hanno risposto con entusiasmo all¹appello lanciato dal Circolo di
Roma di Italia-Cuba e che testimonieranno il loro affetto per l¹ ³Isola
dell¹orgoglio².
Dalle ore 21,00 alla ³Stazione Birra² si alterneranno sul palco:
ALMAMEGRETTA & NEIL PERCH (Zion Train)
GIOVANNI IMPARATO & TAMMUMBA
SEPTETO NABORI DE CUBA
RENATA MEZENOV SA
JONIS BASCIR
MARCO BALDINI
SALIM LAMRANI
MARCO RIZZO
GIORGIO GOBBI
FABIO AMATO
GIANNI VATTIMO
DJ ADRIAN LA BOMBA
Adesioni con contributi video di: MODENA CITY RAMBLERS, ASCANIO CELESTINI,
TETES DE BOIS
YOANNYS CASTRO 12luglio2009
Manifestazione nazionale a Milano il 10 ottobre 2009
per la liberazione dei Cinque, contro il silenzio dei mezzi di comunicazione
adesioni
ESPORO SERTIR LAS VOSES DE TODOS NUETROS HERMANOS
brunetto nettuno 8ottobre2009
bella regà. proprio ieri ad anzio è stato presentato il libro di la ferla “l’altro che”. noi come circolo locale di rifondazione abbiamo mandato un comunicato stampa e nei prossimi giorni vorremmo organizzare un iniziativa. sicuramente siete già a conoscenza che il 9 a casapound si terrà la stessa iniziativa fatta ad anzio. è il caso che facciamo qualcosa, magari un manifesto e un attacchinata generale tra roma e provincia.
saluti comunisti
brunetto
Vanessa 29dicembre2009
Ciao a tutti,
ho incontrato il vostro sito per caso mentre cercavo informazioni sulla Rivoluzione Verde cubana. Sto partendo per Cuba! Vado a raccogliere il materiale per la mia ricerca tesi magistrale, titolo: antropologia dei consumi eco-sostenibili; intervisterò persone, associazioni, istituzioni etc per (facendola molto breve) capire quali sono le dinamiche che gli hanno permesso di uscire dalla recessione economica dei 90 in modo così "verde", sano, sostenibile, attuando nella pratica ciò che da noi, salvo in rari casi, si fa solo con parole. Avete contatti da suggerirmi per interviste o visione di documenti?
Abrazos
La Scintilla 11febbraio2010
Cari Compagni,
vi seguiamo da tempo con attenzione e sostegno alle vostre iniziative e alla vostra realtà politica e organizzativa.
Siamo LA SCiNTiLLA di Ventimiglia. Domani partiamo nella nostra amata Isola Ribelle e pensiamo di fare cosa gradita girandovi questa nostra Clip Musicale dedicata a Cuba e alla Rivoluzione dal titolo: Sin Cuba Nadie Seria Egual!
http://www.youtube.com/watch?v=gecs-DKQZBQ
Un Saluto a Pugno Chiuso!
Con Cuba! Con la Rivoluzione! Senza Se e Senza Ma!